Le promesse non mantenute delle rinnovabili nel 2020
Tutti quanti possiamo ricordare l’inizio del 2020 e della pandemia, con il lockdown e le limitazioni alla libertà di movimento delle persone e delle merci. Un po’ più difficile è ricordare che cosa si dicesse intorno all’energia e alle fonti rinnovabili. Riducendo all’osso questi discorsi, si presumeva che il 2020 sarebbe stato un anno record per l’energia verde, dato che la minore domanda elettrica avrebbe favorito la fonti pulite (grazie anche al meccanismo della priorità di dispacciamento) in luogo delle fonti convenzionali. Qualcuno si spinse a dire che per il sistema elettrico il 2020 sarebbe stato una sorta di anticipo delle condizioni che si sarebbero dovute verificare al 2030. Il fenomeno, che in realtà è stato avvertibile soltanto per un mesetto (e neanche in maniera eclatante) è stato poi superato dal ritorno alla normalità. Tanto che il 2020, segnala la relazione annuale del Mise, non è stato un anno clamoroso per le rinnovabili italiane: persino nell’elettricità il 58,5% della domanda ha continuato a essere assicurato dal termoelettrico tradizionale a fonti fossili. Si è assistito, a dire il vero, a un leggere aumento dell’incidenza delle fonti pulite sui consumi finali lordi di energia, passati dal 18,2% al 20%, che però è in buona parte legato al decremento dell’utilizzo di benzina e gasolio da parte degli automobilisti italiani. Insomma, sulla decarbonizzazione c’è ancora tantissimo da fare.
Ma senza una forte accelerazione dell’innovazione tecnologica nella “energia pulita”, gli obiettivi di neutralità carbonica non saranno raggiungibili, possiamo leggere in questa riflessione di Nazario Martino su Energyuptech.
Altro passaggio chiave per la decarbonizzazione sarà senza dubbio l’efficienza energetica: in questo articolo raccontiamo nel dettaglio il funzionamento e i benefici alla base della diagnosi energetica, che rappresenta uno strumento fondamentale in ambito aziendale/industriale.
Altro tassello della decarbonizzazione sarà rappresentato dalla mobilità elettrica: nel 2024 un quarto delle auto immatricolate saranno elettriche. Per essere efficaci nel sostenere la nuova gamma elettrica le Case costruttrici dovranno definire nel prossimo biennio una strategia commerciale mirata, come si può leggere in questo articolo di Economy Up.
C’è poi tutta la partita delle Pmi, che inevitabilmente – per mancanza di soldi, risorse e visibilità – faticano più delle grandi imprese ad affrontare la strada della transizione energetica. Delle possibili strategie per spingere le piccole imprese ad affrontare questa partita se ne parla qui su ESG360.
Chiudiamo Energy Weekly com due ultime segnalazioni: questo articolo di Euractiv fornisce un po' di numeri sui nuovi record raggiunti dalla generazione solare europea nell'estate 2021.
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