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Tutte le difficoltà del ritorno dell'Italia al nucleare

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La notizia della settimana che ha agitato il mondo dell’energia è rappresentata, inevitabilmente, dalle dichiarazioni del ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani a proposito del nucleare. Per i pochi che ancora non lo sapessero, il ministro ha fatto riferimento al fatto che per l’atomo “si stanno affacciando tecnologie di quarta generazione, senza uranio arricchito e acqua pesante” e che "Il mondo è pieno di ambientalisti radical chic ed è pieno di ambientalisti oltranzisti ideologici. Ovviamente, le dichiarazioni del ministro hanno agitato i social e non solo, in un Paese che sul nucleare si è profondamente diviso già due volte: la prima volta con il referendum dell’87 e poi con quello del 2011, che affossò definitivamente il ritorno al nucleare voluto dal Governo Berlusconi.   Su energyuptech, per scelta editoriale, abbiamo deciso di non stare dietro al dibattito puro e dunque non abbiamo seguito la vicenda, ma su Energy Weekly possiamo fare liberamente qualche co...

Le promesse non mantenute delle rinnovabili nel 2020

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  Tutti quanti possiamo ricordare l’inizio del 2020 e della pandemia, con il lockdown e le limitazioni alla libertà di movimento delle persone e delle merci. Un po’ più difficile è ricordare che cosa si dicesse intorno all’energia e alle fonti rinnovabili. Riducendo all’osso questi discorsi, si presumeva che il 2020 sarebbe stato un anno record per l’energia verde, dato che la minore domanda elettrica avrebbe favorito la fonti pulite (grazie anche al meccanismo della priorità di dispacciamento) in luogo delle fonti convenzionali. Qualcuno si spinse a dire che per il sistema elettrico il 2020 sarebbe stato una sorta di anticipo delle condizioni che si sarebbero dovute verificare al 2030. Il fenomeno, che in realtà è stato avvertibile soltanto per un mesetto (e neanche in maniera eclatante) è stato poi superato dal ritorno alla normalità. Tanto che il 2020, segnala la relazione annuale del Mise, non è stato un anno clamoroso per le rinnovabili italiane: persino nell’elettricità il 5...

Cambiamento climatico irreversibile senza decarbonizzazione: l'IPCC rilancia l'allarme

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  Da diversi decenni a questa parte l’umanità può contare – in misura crescente – su una disponibilità energetica che consente il funzionamento delle moderne economie e, dunque, al benessere materiale collettivo. Perché allora, da circa una dozzina di anni, il mondo è impegnato in un massiccio sforzo di riconversione del tradizionale modo di produrre, trasportare e utilizzare energia? La ragione è nota, ma è sempre bene ricordarla: questa modalità, basata in misura predominante sulle fonti fossili, è altamente inquinante e, soprattutto, è la principale responsabile del cambiamento climatico in atto. Che come ci ha ricordato il report dell’IPCC diffuso nei giorni scorsi, è pienamente in atto e, anzi, quasi irreversibile, a meno di decisioni drastiche. Come per esempio una completa decarbonizzazione entro il 2050, che però dovrebbe essere attuata non dalla sola Europa (unica ad avere oggi un tale orientamento) ma su scala mondiale. Perché la crisi pandemica del 2020, in cui si è anc...

Come si fa innovazione nel settore energetico

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Innovazione è una parola ricorrente in tutti i settori produttivi, a partire naturalmente da quello energetico. Che non può certo pensare di affrontare la sfida imposta dalla decarbonizzazione con le stesse tecnologie dei decenni passati. Ma come si fa a capire se un Paese stia effettivamente facendo abbastanza per innovarsi? Il metodo classico è guardare al numero di brevetti registrati, che offre sicuramente un’indicazione affidabile sulla natura dello sforzo in atto.  Questa è la caratteristica peculiare del rapporto I­-Com sull’innovazione energetica, di cui parliamo diffusamente in questo articolo : l’indicazione principale è che il numero di brevetti nel settore energia è in costante aumento nell’ultimo decennio, con Giappone e Cina a guidare la corsa, mentre l’Italia fatica a tenere il passo. Da un punto di vista tecnologico, poche soprese: i brevetti si concentrano su tecnologie già diffuse, come eolico, fotovoltaico e sistemi di accumulo.  Ovviamente, è impossibile fa...

Solo il 2% degli investimenti post pandemia è destinato alle fonti pulite

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  Quante volte, nel mezzo della pandemia, si è sottolineata la necessità di destinare una buona parte degli investimenti alle energie rinnovabili e alla sostenibilità? Sicuramente tantissime e, almeno a livello nazionale, effettivamente una quota importante del PNNR va in questa direzione. Purtroppo, a livello globale le cose non stanno andando in questa direzione: come segnala la IEA, appena il 2% dei circa 16 trilioni di dollari di sgravi fiscali anticrisi è stato destinato al sostegno alle fonti rinnovabili . Tanto che le emissioni globali di anidride carbonica sono destinate a salire a livelli record nel 2023 e continueranno ad aumentare negli anni successivi. Tornando in Italia, non c’è dubbio che il 2030 sia sempre più alle porte e con esso la necessità di spingere le fonti rinnovabili, che per raggiungere i target europei previsti per quell’anno dovranno marciare a un tasso di crescita notevolmente superiore rispetto a quello attuale. A questo proposito segnaliamo due artico...

Come una utility italiana affronta la Digital Transformation: il caso Dolomiti Energia

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 Raccontare un mondo complesso come l’energia non è affatto semplice: si tratta di un settore interessato e influenzato da molteplici variabili, di natura tecnologica, normativa, economica e persino ideologica. Spesso e volentieri le notizie sono tante, persino troppe, in apparenza contraddittorie, rendendo difficile al lettore farsi un’idea complessiva di quali siano gli aspetti più rilevanti e su quale direzione stia prendendo il settore. Da qui ha preso le mosse l’idea di curare uno spazio settimanale (che potremmo ribattezzare Energy Weekly ) cui provare a raccontare e segnalare gli articoli, le notizie e le curiosità relative al mondo dell’energy e della sostenibilità. Alcuni pezzi arriveranno dalla attività editoriale della redazione di Energyup , altri saranno segnalazioni di lavori altrui o di studi che, per ragioni temporali, non siamo riusciti ad approfondire come avremmo voluto/dovuto. Perché su Linkedin? Semplicemente si tratta del canale migliore per coinvolgere un pu...