Come si fa innovazione nel settore energetico
Innovazione è una parola ricorrente in tutti i settori produttivi, a partire naturalmente da quello energetico. Che non può certo pensare di affrontare la sfida imposta dalla decarbonizzazione con le stesse tecnologie dei decenni passati. Ma come si fa a capire se un Paese stia effettivamente facendo abbastanza per innovarsi? Il metodo classico è guardare al numero di brevetti registrati, che offre sicuramente un’indicazione affidabile sulla natura dello sforzo in atto. Questa è la caratteristica peculiare del rapporto I-Com sull’innovazione energetica, di cui parliamo diffusamente in questo articolo: l’indicazione principale è che il numero di brevetti nel settore energia è in costante aumento nell’ultimo decennio, con Giappone e Cina a guidare la corsa, mentre l’Italia fatica a tenere il passo. Da un punto di vista tecnologico, poche soprese: i brevetti si concentrano su tecnologie già diffuse, come eolico, fotovoltaico e sistemi di accumulo.
Ovviamente, è impossibile fare concretamente innovazione senza avere a disposizione le materie prime che consentono il funzionamento di molti impianti rinnovabili e di numerose soluzioni di digitalizzazione. Stiamo parlando, ovviamente, delle terre rare che- come spiega questo articolo di ESG360 – sono sostanzialmente in mano cinese, con tutte le conseguenze del caso.
Ma per costruire le tecnologie e gli impianti che animeranno la transizione energetica servono e serviranno tanti investimenti nelle rinnovabili. In questo articolo di Energyup raccontiamo le stime di Bloomberg New Energy Finance a proposito del primo semestre 2021: le cifre sono notevoli, ben 174 miliardi di dollari a livello globale. Ma l’aumento rispetto allo stesso periodo di un anno fa (caratterizzato anche dalla pandemia) è limitato (+1,8%) e in gran parte ricollegabile alle operazioni di capitalizzazione di alcuni grandi operatori.
Sempre in ottica decarbonizzazione, i due big dell’energia italiana hanno annunciato due iniziative molto importanti: Eni ha acquisito Be Power e le sue 5.000 colonnine di ricarica, con l’intenzione dichiarata di diventare un operatore leader nelle infrastrutture per la mobilità elettrica.
Enel, invece, ha stretto una partnership con Fincantieri per portare l’idrogeno nelle aree portuali del nostro Paese. Si partirà da La Spezia
A fine luglio sono state approvate alcune modifiche al Decreto semplificazioni che interessano da vicino gli impianti da fonti pulite. Qualcuno che sa di normativa molto più di noi lo racconta in questo dettagliato articolo sul Sole 24 Ore:
Siamo arriva alla fine di questa Energy Weekly. Ci prendiamo almeno una settimana di pausa ferragostana, ci risentiamo intorno al 20 agosto suppergiù, se qualcosa meriterà di essere segnalato.
Nell’attesa, ci lasciamo con una notizia che sa d’estate: Sammontana ha pensato a un ombrellone fotovoltaico per gli stabilimenti balneari!
alla prossima
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