Come una utility italiana affronta la Digital Transformation: il caso Dolomiti Energia
Raccontare un mondo complesso come l’energia non è affatto semplice: si tratta di un settore interessato e influenzato da molteplici variabili, di natura tecnologica, normativa, economica e persino ideologica. Spesso e volentieri le notizie sono tante, persino troppe, in apparenza contraddittorie, rendendo difficile al lettore farsi un’idea complessiva di quali siano gli aspetti più rilevanti e su quale direzione stia prendendo il settore. Da qui ha preso le mosse l’idea di curare uno spazio settimanale (che potremmo ribattezzare Energy Weekly) cui provare a raccontare e segnalare gli articoli, le notizie e le curiosità relative al mondo dell’energy e della sostenibilità. Alcuni pezzi arriveranno dalla attività editoriale della redazione di Energyup, altri saranno segnalazioni di lavori altrui o di studi che, per ragioni temporali, non siamo riusciti ad approfondire come avremmo voluto/dovuto. Perché su Linkedin? Semplicemente si tratta del canale migliore per coinvolgere un pubblico vasto e spesso competente e – perché no – stimolare il dibattito. Piccola avvertenza prima di iniziare: la linea editoriale sarà (più o meno sempre) smaccatamente pro rinnovabili e decarbonizzazione, ovviamente senza rinunciare ad affrontare i vari temi in tutte le loro diverse sfaccettature e complessità.
Fine della premessa. Partiamo:
Tante volte, forse troppe, si parla troppo in astratto di digitalizzazione delle utility. Su Energyup trovate questa intervista a Edoardo Fistolera, CIO di Dolomiti energia, che racconta nel dettaglio che cosa abbia fatto negli ultimi anni il team IT per spingere la digitalizzazione in azienda. La sorpresa è che, oltre alle tecnologie, un ruolo chiave è giocato dalla capacità di comunicare il funzionamento e i benefici della Digital Transformation anche al personale non IT.
Il direttore di ESG360.it Mauro Bellini fa un ottimo quadro riassuntivo sulle nuove misure della Commissione UE per centrare gli obiettivi climatici del 2030. I mass media hanno soprattutto titolato a proposito sullo stop alle auto a benzina, ma in realtà dentro c’è anche tanto altro: degno di nota il fatto che la Commissione europea abbia proposto l’istituzione di un nuovo Fondo sociale per il clima con l’obiettivo di erogare finanziamenti specifici destinati ad aiutare i cittadini in tutte le attività che attengono all’efficienza energetica, al rinnovo di sistemi di riscaldamento o condizionamento o a forme di mobilità più pulita. A fare impressione sono soprattutto le cifre in ballo: parliamo di oltre 144 miliardi di euro nel periodo 2025-32 di finanziamenti.
Giovedì pomeriggio abbiamo seguito, ormai come sempre in modalità on line, un convegno di EY relativo ala transizione energetica. Qui trovate il resoconto, erano presenti tanti attori del settore come Italgas, Hera, ecc. Fuori dal coro è in particolare un ragionamento di Toni Volpe, Ceo di Falck Renewables che, per spiegare le difficoltà della corsa alla costruzione di nuovi impianti da fonti pulite, non ha puntato il dito soltanto sulle lungaggini burocrazia nazionale, come – non a torto – si fa sempre in analoghe occasioni. Piuttosto Volpe ha sottolineato come “Bisogna far sì che l’impianto green abbia un impatto economico positivo sulle comunità locali, con un rapporto che deve essere impostato in maniera trasparente da inizio. In particolare il fotovoltaico può servire a stimolare anche gli investimenti nei terreni agricoli che ospitano gli impianti, in un’ottica di coinvestimento ”.
Altre news: qualcosa si muove sul fronte dei contratti PPA anche nel nostro Paese, come dimostra questo accordo siglato tra Canadian Solar e Centrica Energy Trading. La transizione energetica è stata al centro anche del G20, come raccontiamo qui, con risultati che paiono andare al di là dei classici manifesti di buone intenzioni. Anche perché, come segnala questa dettagliatissima ricerca di BNEF, in realtà i Paesi del G20 continuano a supportare economicamente i combustibili fossili, con incentivi diretti e indiretti.
Prima di chiudere qualche segnalazione di alcune ricerche: il centro di ricerca Althesys racconta le prospettive della dissalazione dell’acqua nel nostro Paese, qua trovate una sintesi.
Avrete invece visto e letto dei viaggi spaziali di Amazon e Virgin per i miliardari. In pochi appaiono preoccuparsi dell’impatto ambientale di questo tipo di viaggi, che non hanno tantissimo a che fare – usiamo un eufemismo - con il progresso scientifico tipico delle classiche missioni spaziali. Qua potete leggere qualche dato, abbastanza allarmante.
Per questa settimana è tutto
Alla prossima
NB: Energy Weeky esce ogni settimana come articolo su Linkedin. Qua potete trovare la versione originale
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